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I laghetti di Negrisiola, visti dai Prati di Savassa, poco lontano dall'Agriturismo Azienda Agricola Livieri Alessandro.
I laghetti di Negrisiola, visti dai Prati di Savassa, poco lontano dall'Agriturismo Azienda Agricola Livieri Alessandro.

Siamo ormai nei pressi delle sorgenti del Meschio. Le acque vengono subito incanalate. Qui in foto il neonato Meschio mentre compi i primi passi, passando subito vicino a quel che sembra un lavatorio o abbeveratoio.
Siamo ormai nei pressi delle sorgenti del Meschio. Le acque vengono subito incanalate. Qui in foto il neonato Meschio mentre compi i primi passi, passando subito vicino a quel che sembra un lavatorio o abbeveratoio.

L'atmosfera da giardino segreto che avvolge le sorgenti del Meschio.
L'atmosfera da giardino segreto che avvolge le sorgenti del Meschio.

Appoggio la mtb allo steccato e appena alzo lo sguardo resto di sasso, davanti ad un azzurro così intenso da togliere il fiato. Ecco le sorgenti del Meschio, unico punto di estrema libertà del fiume, che praticamente viene subito imbrigliato ed accompagnato a valle.
Appoggio la mtb allo steccato e appena alzo lo sguardo resto di sasso, davanti ad un azzurro così intenso da togliere il fiato. Ecco le sorgenti del Meschio, unico punto di estrema libertà del fiume, che praticamente viene subito imbrigliato ed accompagnato a valle.

L'azzurro intenso delle sorgenti del Meschio ed il gorgoglio bianco dell'aria che emerge lungo le pareti della roccia.
L'azzurro intenso delle sorgenti del Meschio ed il gorgoglio bianco dell'aria che emerge lungo le pareti della roccia.

Gironzolando tra i lievi pendii nei dintorni di Forcal, non è raro incrociare qualche rustico che conserva in modo particolarmente quel sapore di tempi andati. Dettagli che rendono queste case particolarmente affascinanti e vere.
Gironzolando tra i lievi pendii nei dintorni di Forcal, non è raro incrociare qualche rustico che conserva in modo particolarmente quel sapore di tempi andati. Dettagli che rendono queste case particolarmente affascinanti e vere.




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Nei pressi del laghetto di Negrisiola sorge l'agriturismo Azienda Agricola Livieri Alessandro. Un posto che promette una buona dose di relax e del buon cibo genuino!
Nei pressi del laghetto di Negrisiola sorge l'agriturismo Azienda Agricola Livieri Alessandro. Un posto che promette una buona dose di relax e del buon cibo genuino!

Azienda Agricola Livieri Alessandro
Via Prati di Savassa, 40
31029 Vittorio Veneto (TV)
Tel. +39 0438 53323 / 552734
Fax. +39 0438 552734
Cel. +39 337520319 / +39 333 7992945
email: alivie@libero.it

Aperto tutto l'anno.
- 5 appartamenti arredati
- 12 posti letto.

Vendita diretta di carne bovina "chianina"
e carne suina "cinta senese", allevata con
prodotti aziendali.

Torrente Caron e sorgenti del Meschio

Domenica 10 Aprile 2011

Siamo in Aprile ma pare estate piena.

Approfitto di questa domenica totalmente libera per infilare i pantaloni corti, una maglietta leggera e saltare in sella alla mia mtb.

Esco di casa ed inizio a pedalare le strade asfaltate meno trafficate.

L'idea è quella di andare verso Vittorio Veneto, magari arrivare ai laghi di Revine, ma di chiaro non ho ancora niente in mente, solo voglia di asfalto poco trafficato e magari qualche sterrato pianeggiante.

E' praticamente la prima uscita della stagione, le gambe ancora non esistono e devo andarci piano, se voglio restare in giro per qualche ora.

Passo per Stevenà di Caneva, poi Villa di Cordignano, non lontano da casa, poi ancora scendo verso Silvella e qui abbandono l'asfalto per lo sterrato.

A Sarmede evito il centro e vado verso il campo sportivo, poi prendo rapido verso sinistra in direzione di Cappella Maggiore e Vittorio Veneto.

Tra Cappella Maggiore e Vittorio Veneto, costeggio per un buon tratto il torrente Caron (o Carron come qualche mappa riporta), sbirciando di tanto in tanto la popolazione di piccoli cavedani (squaletti) che si raggruppano presso le varie cascate artificiali.

Arrivo infine in località Fratte, tra Vittorio Veneto e Fregona, prendo un gelato e chiedo al gelataio informazioni sul piccolo lago Matruc, che dovrebbe essere li nei pressi.

Mi indica la via successiva alla gelateria e subito provo a salire con la mtb, ma appena 200 metri dopo trovo un cancello chiuso, con un cartello che indica la chiusura del lago ripopolamento. Se non si pesca non si vede, più o meno credo funzioni così. Pazienza, ci ritornerò più avanti.

Un ultimo sguardo al torrente Caron e poi via verso Anzano e Vittorio Veneto.

Da Vittorio Veneto, un po incerto sulla direzione da prendere, mi porto verso Serravalle, da dove deciderò se proseguire verso i laghi di Revine o se trovare qualche altra meta.

Appena dopo la piazzetta di Serravalle salgo verso nord e mi ritrovo a costeggiare il fiume Meschio, che qui somiglia molto più ad un torrente che ad un fiume.

Procedo curiosando tra le acque increspate del Meschio, osservando il suo andamento irregolare, interrotto da numerose derivazioni e da un corollario di piccole chiuse che le delimitano, chiara testimonianza della notevole importanza che in passato queste acque hanno rappresentato per l'economia locale.

Le attività che sorgevano un tempo floride lungo il Meschio, mostrano oggi il segno dell'abbandono o della conversione ad altri scopi, ma imperterrito il Meschio continua a scorrere tra vecchio e nuovo, diramandosi, scomparendo sotto a qualche edificio, per riaffiorare poi sul lato opposto, in uno o più rami che hanno o avevano una loro specifica funzione, energia, utilità.

Oggi forse resta più che altro un gioco d'acque, una sorta di monumento vivo, all'ingegno ed alla operosità.

In località Prati di Savassa, l'opera dell'Enel imbriglia le acque del Meschio, a formare un largo corso d'acqua che più a nord diviene un lago, il lago di Negrisiola ... se non sbaglio.

Mi perdo anche qui a costeggiarne la sponda meno trafficata di fiume e lago, fino a terminare la mia corsa presso L'agriturismo Azienda Agricola Livieri Alessandro (vedi sotto per i dettagli).

Qui mi fermo, ed osservando il lago mi ricordo che il Meschio dovrebbe avere le sue sorgenti proprio sul versante opposto della valle.

L'idea non fa a tempo a prender posto tra i pensieri rilassati, che già le gambe pedalano per lasciare i Pati di Savassa ed attraversare la provinciale che porta in Fadalto.

Seguo un paio di cartelli turistici che mi guidano veloci verso un piccolo borgo, dove si può transitare solo a piedi o in bicicletta.

Attraverso il borgo e dopo l'ultimo cortile, sperando di non finire nell'orto di qualcuno, mi ritrovo su di un piccolo sentiero in discesa, con fondo di buona ghiaia, molto ben tenuto e curato.

Il sentiero svolta a sinistra e già il borgo scompare dalla mente come dagli occhi. Entro rapidamente in un'area boscosa che riveste le pendici di quel che sembra una piccola gola.

Eccolo, il Meschio o perlomeno quello che immagino possa essere il Meschio, appare qui gioioso anche se incamerato all'interno di un piccolo letto artificiale, come uno scivolo che lo porta rapidamente verso la luce del sole, fuori da questo bosco quieto e ombroso.

Mi fermo per un paio di foto, mi godo la frescura e lentamente riprendo a camminare tenendo la mtb per mano, come stessi procedendo nel giardino della casa di qualcuno, con il dovuto rispetto che merita.

Pochi metri ed il sentiero si fa camminamento in cemento ... vecchissimo cemento, oramai quasi più del colpore del bosco che del cemento.

Ci siamo, dopo pochi metri rimetto i piedi sulla terra vera e propria e salutando un paio di presenti, parcheggio la bici contro una staccionata.

"Ma guarda qua!!!"
Davanti agli occhi, appena sopra la mia mtb, una macchia di azzurro vivo mi sorprende e tiene li incollato: le sorgenti del Meschio!

Resto qualche minuto a fissare questo piccolo bacino di azzurro, questo gioiellino incastonato tra le pareti di roccia.

Con l'aiuto del gentilissimo signore li presente, riempio una piccola bottiglia in plastica direttamente alla fonte del Meschio! Ne bevo mezza subito e l'altra mezza la porto via, un po per dissetarmi ed un po anche come ricordo.

Rientro con calma alla civiltà, che stà proprio lì dietro l'angolo.

In località Forcal mi fermo all'Osteria Concordia per una birra ed un panino al formaggio. Ho un lieve sorriso ebete, quell'azzuro improvviso mi ha quasi stregato.

Salto poi nuovamente in sella alla mtb e scendo verso Longhere, per portarmi poi di nuovo a Serravalle dove approfitto per salire al castello e scendere poi da li in piazzetta, su fondo lastricato.

Non ho fretta, continuo a cercare le vie più lunghe ma meno trafficate.

A Cappella Maggiore scelgo di svoltare in direzione Sarmede, ed incrocio il caro buon vecchio torrente Caron. Ne approfitto per iniziare a percorrerne l'argine.

Da sentiero a strada sterrata, poi di nuovo sentiero, poi sentierino, nuovamente sterrato ed infine asfalto.

Da Cappella a Cordignano percorro tutta la distanza tenendomi praticamente sempre sull'argine del Caron. Un po sul destro, un po sul sinistro, poi di nuovo sul destro ed infine arrivo a congiungermi con il fiume Meschio, dove (se non mi sono perso) il Caron va a gettarsi.

Un ultimo tratto di argine del Meschio e sono in piazza a Cordignano. Da qui, lungo le mie usuali strade secondarie rientro rapidamente a casa.

Il Meschio e il Caron, due fiumi importanti per la gente di queste parti, due fiumi che significano molto più che qualche pesce da pescare... ma ke sono anche due buone vie da seguire quando si sta seduti su di una mtb!

Buoni giri!!!

 

Il Paletto: Un viaggio intorno al mondo che comincia, e si perpetua, come viaggio intorno a sé stessi.

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