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Si ricomincia dal bivio per Rospes, ma stavolta si va per La Posa!<br>... anzi, La Posa 8!!!
Si ricomincia dal bivio per Rospes, ma stavolta si va per La Posa!
... anzi, La Posa 8!!!


La strada è buona, tranquilla, sale in modo costante e lascia spazio per non pensare e salire a mente sempre più vuota.
La strada è buona, tranquilla, sale in modo costante e lascia spazio per non pensare e salire a mente sempre più vuota.

Dettagli, catturati al volo, cercando di non rompere il ritmo.
Dettagli, catturati al volo, cercando di non rompere il ritmo.

Dopo un certo sforzo ed un bel po di salita, finalmente raggiungo La Posa. Adesso posso lasciar calare il ritmo del respiro, sedermi e rilassirmi.
Dopo un certo sforzo ed un bel po di salita, finalmente raggiungo La Posa. Adesso posso lasciar calare il ritmo del respiro, sedermi e rilassirmi.

Un deltaplano si alza in volo, è sempre un momento magico vedere lo stacco dal suolo.
Un deltaplano si alza in volo, è sempre un momento magico vedere lo stacco dal suolo.

Il vento si diverte a correre su questa cresta. Si diverte così tanto che ho l'impressione che non voglia lasciarmi in pace. Un ultimo sguardo in giro e mi preparo per scendere.
Il vento si diverte a correre su questa cresta. Si diverte così tanto che ho l'impressione che non voglia lasciarmi in pace. Un ultimo sguardo in giro e mi preparo per scendere.

Eccoli, uomini volanti che a tratti si avvicinano per poi sparire nell'azzuro. Se ne vedono diversi da queste parti, sono quasi integrati con l'azzurro del cielo ed il verde deglia alberi.
Eccoli, uomini volanti che a tratti si avvicinano per poi sparire nell'azzuro. Se ne vedono diversi da queste parti, sono quasi integrati con l'azzurro del cielo ed il verde deglia alberi.

Di volata verso La Posa

Sabato 18 Febbraio 2012

Di nuovo sabato mattino e di nuovo il bisogno assoluto di uscire, faticare e raggiungere un posto sufficientemente alto da farmi cambiare punto di vista sulle cose quotidiane.

Non son sicuro se il lavoro sporco lo faccia la fatica o effettivamente il raggiungmento di un posto sufficientemente alto, sospeso sulle vite degli altri.

Fatto sta che mi fa decisamente bene.

Mi toglie le inutili pene del quotidiano e mi lascia più sereno, più limpido, molto più ben disposto ad affrontare in modo sereno i prossimi casini che la vita ha in serbo.

Quindi di nuovo mi trovo a caccia di un percorso sufficientemente lungo da farmi scordare da quanto son partito, sufficientemente ben messo da consentirmi di camminare con la testa tra le nuvole, sufficientemente pendente da togliermi tutte le energie e portarmi così in alto da guardare il mondo da una prospettiva migliore.

Rospes! ... di nuovo? ... nooo, non si può rifare di nuovo la salita a Rospes.

La Posa! La strada non può essere tanto più complicata, è sorella di quella per Rospes!

Bene! Deciso! ... via!

E così dopo un mesetto, rieccomi a parcheggiare nei pressi di Sottocroda (TV).

Riprendo via degli Alpini e dopo una prima salita mi ritrovo nuovamente al bivio "La Posa 8 - Rospes 5,5".

La Posa 8!

Mi preparo ad un passo costante, sostenuto ma non da togliere il fiato e mi regolo su una pendenza che dovrebbe restare costante per 8 km all'incirca.


Qualche mountain bike mi sorpassa, silenziosa, col fiato corto.

Dopo un po sorpasso io, mentre i ciclisti riprendono fiato.

Poi mi passano di nuovo, su questa sterrata meravigliosa, senza variazione di pendenza, senza fondo particolarmente tecnico, senza sorprese ne delusioni.

E' il classico percorso che mantiene la stessa promessa per 8 km di fila.

Il tira e mola con le mtb va lentamente scemando, li vedo sempre più di rado ed infine non fanno più la loro ormai abituale comparsa ... resto solo, me li lascio alle spalle.

Un paio di fuoristrada mi raggiungono e mi sorpassano, diretti alla Posa, per scaricare materiale e piloti.

Lassù nel weekend prendono tutti il volo, parapendio e deltaplani colorano il cielo azzurro e creano lenti diversivi per chi passeggia giù in riva ai laghi di Revine.

Passa qualche altra decina di minuti, forse più, ed io lentamente continuo a portare un piede davanti all'altro, a ritmo costante, senza pause.

Probabilmente scatto solo 3 o 4 foto durante l'intera salita, un record per uno che a volte resta fermo delle mezzore per fotografare un sasso.

Più mi alzo e più il panorama si fa interessante, qualche pino fa la sua comparsa, ma soprattutto qualche parapendio sorvola la mia camminata.

Inizialmente sono ombre proiettate dal sole, oggetti colorati non troppo lontani, ma poi a mano a mano che salgo mi rendo conto che inizio a vederli quasi in faccia, non molto al di sopra del mio sguardo.

Da est ad ovest, bippando in modo ritmico e quasi fastidioso, di profilo, di fronte e poi di profilo di nuovo. Mi perdo ad osservarli, leggeri, volanti, mentre i miei piedi non smettono di piazzarsi uno davanti all'altro, senza tregua.

Ne passa di tempo, ma alla fine, dopo aver percorso tutta la strada che serviva, calpestato cemento, sassi e residui di neve ghiacciata, alla fine arrivo a La Posa, la zona erbosa da cui prendono il volo tutti questi esseri colorati.

Mi siedo ad un tavolino in legno vicino al piccolo parcheggio.

Mangio qualcosa che ho conservato in tasca per qualche ora, bevo un sorso d'acqua e mi accorgo di quanto vento tira.

Mi sposto più in alto, cercando protezione dall'aria, vicino a dove sta decollando un deltaplano.

Mi piazzo dietro al muretto-monumento e scatto una foto mentre il deltaplano si stacca da terra.

Dev'esser bello da vivere, come momento, ma non so perchè ancora non mi è venuta tutta la voglia che serve per provarlo.

Aspetto altri 10 minuti, un secondo deltaplano si prepara a partire. Ne osservo i movimenti, l'attesa, la tensione ed in fine lo slancio al momento opportuno.

Ok, adesso sono rimasto solo. Questo vento non fa una gran compagnia.

Meglio scendere, ho la bellezza di 8 km da fare e non sarà questione di 10 minuti.

Anche questa volta la mente si è svuotata, i problemi si sono ridotti ad un ricordo vago, il fisico si è asciugato di ogni energia.

Arrivo a casa e mi butto sul letto, fatico a tenere gli occhi aperti... la birretta potrà aspettare un altro paio d'ore... in frigo!

 

Il Paletto: Un viaggio intorno al mondo che comincia, e si perpetua, come viaggio intorno a sé stessi.

La Via dell'Amore, alle Cinque TerreMoso di Sesto e la Val FiscalinaDa Mezzomonte al CansiglioDi volata verso La PosaSentiero Zanin e Landro de San VidilioDa Sottocroda a Rospes, in invernale.Alle Grotte del Caglieron, da poco più a sudPasseggiata invernale a Villaggio VallorchSan Gaetano a Cison di ValmarinoDal Pizzoc a Pian de la PitaAutunno tra Case Sassi e Santa AugustaSulla cima del Monte CimoneAutunno tra Arfanta e Molinetto della CrodaBorgo Caloniche in FadaltoFontanone di Goriuda e Forte della Chiusa (Kluze, Slovenia)Forra del Vinadia e torrente PicchionsI Brent de l'Art (Trichiana)Via dell'Acqua a Cison di ValmarinoNotte a Casera DittaCampanile di Val MontanaiaIn Cansiglio, tra Cornesega e ValmeneraDa San Boldo verso il Monte CimoneVisita autunnale in Casera DittaCascate Trummelbach (Lauterbrunnen)Ferrata Kandersteg-Allmenalp (Svizzera)Monte Talm e Piani di VasRifugio ChiampizzulonA Wengen in slittino (Svizzera)Escursione invernale a Casera DittaVajont: i percorsi della memoriaIl giro del Lago Morto, in FadaltoDi nuovo in ferrata Sass Brusai (Monte Grappa)Al Rifugio lago d'Ajal dal lago di PianozeSott'acqua da Passo Giau al Rifugio AverauDa San Boldo verso il Bivacco ai LoffMonte Sperone nella nebbiaVajont: la diga ed i percorsi della MemoriaFerrata Guzzella sul Monte GrappaRifugio Pradidali sulle Pale di San MartinoRifugio Petra Skalarja sul Monte CaninAlle sorgenti dell'IsonzoSalt Point State Park, CaliforniaFerrata Marino Guardiano alla cima del Pelf (2502)Ferrate Zacchi e Berti per Cima SchiaraSu al Rifugio 7° Alpini, sullo SchiaraFerrata Ettore Bovero al Col Rosa'Al rifugio Citta' di Fiume sul monte PelmoVallone Vallorch in CansiglioIn cresta tra Nevegal e Col VisentinTraversata da Pianezze a Stabie (Feltre)Col Indes in AlpagoLaghi innevati del ColbriconVal Venegia in ciaspole e minisci KongTentata cima del Monte MesserFerrata Formenton alla Tofana di DentroMitica Ferrata Dibona... e il Montello no?!?Su al Rifugio Vallandro con le ciaspoleSotto al Pelmo con le ciaspolePer Costa di Fregona alle Grotte del CaglieronRifugio Maset in Cansiglio (sentiero 991)Ferrata in Sass de Rocia e Bivacco Pian delle StelleMalga Cercenedo in Cansiglio4 passi in Pian SalereSu al Rifugio Semenza, dall'Alpago.Dal Dolada al Col MatAl Monte Pizzoc dalla Val ScuraFerrata Sass Brusai sul Monte GrappaDa Passo Croce d'Aune al Rifugio Dal PiazIn quel di PolcenigoSantuario di Madonna del CarminePraderadego, sulle tracce dei romani... de Roma!Monte Piana in invernaleA Sant'Antonio verso CadoltenSopra Bardastae, ai piedi del CansiglioIl ServaMalga Alvis nel Parco delle Dolomiti BellunesiLaghetto Coldai dai Piani di PezzèNella casa di Yoghi e BubuSu al Semenza ed oltre!Parchi nell'East BayNel magico mondo di ArfantaMalghe del CansiglioIl sentiero degli deiDa Sonego a Sant'Augusta, senza ritornoDal Gorgazzo a MezzomonteAltare 1, 2, 3, …Follina-Combai... un giro di viteSu ai LoffFadalto, sotto il "troi de mez"